Misteri d'Italia
Le straordinarie navi romane

 

Caligola, Imperatore romano dal 37 al 41 d.C., per le feste di Diana fece costruire due grandi navi, che vennero varate sul Lago di Nemi.

Le due navi durarono poco e vennero affondate al tempo dell Imperatore Claudio.

Dopo secoli di giacenza in fondo al lago, più o meno nel 1928, le navi vennero tratte in secco, e nel 1935 si inaugurò un museo, oggetto di atti vandalici (incendio) nel 1944 da parte dei Nazisti.

Gli scafi, furono rimpiazzati dalla Marina Italiana, con modelli in scala di un quinto.

Le navi erano eccezionali in ogni aspetto: dimensioni, tecniche costruttive, lussuosità. particolarità.

Così ne scrive Andrew Tomas (traduzione Giorgio Panini):

"Queste navi erano molto larghe e lunghe, avevano quattro ordini di rematori e potevano contenere oltre cento persone in trenta cabine ognuna di quattro letti: erano previsti anche dei locali per l'equipaggio. Le navi erano riccamente decorate, avevano splendidi pavimenti a mosaico con scene dell'Iliade, pareti con pannelli in legno di cipresso, raffinatissime pitture nei locali principali e una ricca biblioteca. Esistevano meridiane che, opportunamente orientate, davano l'ora. La poppa conteneva una sala ristoro, assai simile ai nostri ristoranti, e la cucina era molto efficiente: poteva fornire pane fresco agli ospiti. Alcuni dei reperti ritrovati nelle navi di Nemi costituirono una vera sorpresa. Recipienti di rame per scaldare l'acqua e una rete di tubazioni per distribuirla nei vari locali con rubinetti perfettamente funzionanti e decorati squisitamente. Molti secoli dopo, Colombo e Magellanno non avrebbero neppure sognato navi di questa fatta."

Wilhelm Sanderman (traduzione di Giuliana Boldrini e Laura Draghi):

"Queste navi, nascoste nella melma del Lago di Nemi, erano fornite di un gran numero di congegni meccanici. Qui compare per la prima volta una combinazione di volano e manovella. Il trionfo della tecnica erano però due piattaforme girevoli, che forse portavano gru o statue. Una di queste piattaforme posava su otto sferette di bronzo disposte a corona, di cm 4,5 di diametro. Ciascuna di queste sferette era provvista di due perni scudo che giravano in un supporto - principio del cuscinetto a sfera (?) - La seconda piattaforma girava su rulli conici di legno in essa inseriti. Questo ritrovamento testimonia la genialità dell'antico ingegnere.

Gli aspetti più sorprendenti erano proprio quelli tecnici: carrucole, serrature, rubinetti in bronzo a spina perfettamente torniti, pompe a stantuffo, ruote dentate, e una grande ancora a ceppo mobile in ferro rivestita in legno, alta 4 metri, molto simile a quella detta "dell'Ammiragliato", brevettata, nel 1852 dalla Marina Inglese.

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