Extraterrestre

Cielo azzurro su Marte

Divampa su Internet una polemica innescata da certe dichiarazioni di ex tecnici NASA. Tra questi spicca Ron Levin, che a vent’anni, stava per laurearsi in Fisica al MIT, lavorava come collaboratore al Jet Propulsion Laboratory della NASA. Era proprio al JPL nel 1977, quando giunsero le prime foto a colori di Marte dal "Lander" del Viking. Levin sostiene che quelle immagini mostravano indiscutibilmente un cielo blu brillante, e su alcune rocce si notavano chiazze verdastre. Immediatamente il team addetto alle immagini del Viking le ritoccò con dei filtri, aggiungendo la patina rosso-giallastra che conosciamo oggi. Levin sostiene che non esisteva alcuna giustificazione a carattere scientifico per spiegare i "ritocchi" e che il colore venne cambiato per evitare che si notassero le macchie verdi sulle rocce, che indicavano al di là di ogni dubbio la presenza di vita su Marte. Ron Levin indicò poi al ricercatore Bill Hamilton - da tempo interessato alla vicenda - che il Telescopio Spaziale Hubble aveva scattato delle foto di Marte in cui appariva chiaramente un cielo azzurro.

Le foto sono chiarissime: una sottile striscia azzurra circonda la superficie di Marte, la somiglianza con l’atmosfera terrestre è sconcertante. Sull’eco di queste notizie, un ricercatore tedesco, Holger Isenberg, si è sobbarcato il compito di elaborare le foto della NASA per rimuovere il filtro grafico applicato e farle così tornare al colore naturale. L’egregio lavoro di Holger ha avuto buon esito e i suoi risultati sono visibili presso il suo sito:

Holger > http://marsnews.de

Hubble > http://oposite.stsci.edu/pubinfo/subject.html

 

Sembra dunque che dietro tutti i recenti fallimenti delle missioni NASA verso il Pianeta Rosso (v. Mars Polar Lander) o alle laconiche dichiarazioni in merito alla scoperta di piccole quantità di acqua, allo stato liquido, sulla superficie di Marte si celi ben altro. Richard Hoagland, ricercatore statunitense ed ex consulente NASA, sostiene da tempo che l’unico motivo per cui l’ente spaziale americano neghi recisamente ogni possibilità di vita sul Pianeta Rosso sia la consapevolezza che Marte in passato sia stato abitato da una civiltà extraterrestre più evoluta della nostra.

Cavallo di battaglia di Hoagland (nel libro "The Monuments of Mars") è il "Volto", una struttura di apparenza artificiale, lunga vari chilometri, che si erge nella regione marziana di Cydonia. Non lontano dal "Volto" sorgono diverse piramidi, alcune a base pentagonale e persino costruzioni in pietra che assomigliano ad una città vista dall’alto.

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