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Troppa
gente, che si è interessata del problema degli UFO o ha solo avuto
la sfortuna di essere incolpevole testimone di fatti riguardanti
gli extraterrestri, è morta misteriosamente. Il noto ufologo John
Keel, al proposito, affermò: "Uno dei problemi che mi ha sempre
impedito, nel corso della mia indagine, di riesumare certi casi
passati è stata la morte prematura ( in un tempo variabile da 6
mesi a 2 anni al massimo ) dei testimoni più significativi". Come
spiegare la lunga e inquietante catena di strane morti di studiosi,
o di semplici persone con l’hobby dell’ufologia che si erano trovati
ad essere testimoni di cose che non avrebbero dovuto vedere né,
tantomeno, divulgare? Esistono
realmente i misteriosi " M. I. B. " ( Men In Black ), Uomini in
Nero,
che irromperebbero,
improvvisamente, nella vita di ricercatori o semplici testimoni
di fenomeni ufologici trasformando la loro esistenza, letteralmente,
in un inferno, provocandone, non di rado, la morte? E se sì, chi
sono questi foschi esseri vestiti di nero?
E
corrisponde al vero l’accusa di orrendi esperimenti compiuti, in
luoghi segretissimi, su delle cavie umane? Fatti accertati sembrano
confermare, punto per punto, quanto Keel ebbe a dire. Sono storie
terribili, che, piuttosto frequentemente, come vedremo, si sono
concluse drammaticamente per le persone, in qualunque maniera, collegate
all’enigma Ufo, sotto una pietra tombale assieme al loro spaventoso
segreto. L’ufologia è tutta costellata da una scia di morti misteriose.
Il
noto ufologo Alfredo Lissoni nel suo interessante e ampiamente documentato
libro: "Gli UFO e la CIA", su CD-Rom (Playpc – cp 377, Jesi), scrive:
"Il problema delle morti misteriose ha sempre infiammato la fantasia
degli ufologi, che le hanno spiegate come omicidi preparati ad arte
dai servizi segreti. Sebbene non esista alcuna prova concreta al
riguardo, a parte qualche timida ammissione di ex agenti governativi
di scarsa affidabilità, è comunque vero che, a partire dal 1962,
l'ufologia iniziò a piangere i suoi pionieri. "Nel novembre 1962
scompariva infatti Wilbert Smith, capo del progetto di ricerca canadese
Magnet; Smith morì improvvisamente, nonostante la giovane età, non
prima di aver rivelato l'esistenza di un vertice americano supersegreto,
sopra la CIA, di studio sugli UFO; Smith fu preceduto di poco dal
capitano Edward Ruppelt, investigatore dissociato del Blue Book,
stroncato da un cancro nel fiore degli anni.
Analoga
fine toccò all'inglese Waveney Girvan, fondatore della Flying Saucer
Review, la più seria e rinomata pubblicazione sugli UFO nel mondo.
Agli inizi del '68 toccò al brasiliano Olavo Fontes, che investigò
il caso di un presunto UFO schiantatosi in Brasile, ad Ubatuba;
subito seguito dal generale francese Ailleret, perito in uno strano
incidente aereo, quattro giorni dopo aver annunciato ai media di
voler creare una commissione ufficiale ed obiettiva sui dischi volanti.
Nel giugno del 1971 scompariva il professor James McDonald, trovato
suicida nel deserto dell'Arizona. Ufficialmente si era sparato alla
tempia, stressato dal troppo lavoro (!). "Omicidi premeditati? Prove
non ce ne sono, ma parrebbe proprio di sì. Guarda caso tutti questi
personaggi risultavano particolarmente scomodi, in quanto occupavano
posizioni chiave per la divulgazione corretta del fenomeno UFO.
Erano i più informati, i più accreditati e, soprattutto, i più ascoltati...".
Ma, andiamo con ordine. Per darvi una pallida idea di questo inquietante
fenomeno, di strane morti, riporto quanto scrisse il "Saucers News",
sul numero 72, al riguardo: "Da un breve sondaggio, si è potuto
constatare che solo nel 1967, in tutto il mondo, si sono registrate
ben 137 morti per incidenti o per cause naturali (malattie, collassi)
di persone, in qualche modo, collegate al problema degli UFO, vale
a dire studiosi, contattisti e testimoni!". Un numero incredibilmente
alto, per poter parlare di semplici fatalità. Sarebbe oltremodo
interessante fare un vero e proprio studio statistico, che, certamente,
non mancherebbe di stupire, per sapere, ad oggi, di quanto si è
ingrandito il numero di queste strane morti.
Il
primo, forse, di questa tragica lista fu James Forrestal. Gli inquirenti
dissero che l’alto ufficiale si era tolto la vita in una crisi di
follia. Anche di suicidio, attuato con i gas di scarico dell’auto,
parlarono gli investigatori, dopo una frettolosa indagine, per spiegare
il decesso dell’astrofisico Morris K. Jessup avvenuto il 20 aprile
1959 a Dade, nello Stato della California. Lo studioso e ricercatore
Franco Ossola in un suo interessante articolo "Le morti misteriose",
da cui attingiamo le notizie di queste morti sospette, riporta,
tra l’altro, quanto, su questo strano decesso, Thimothy Green Beckley
ebbe ad affermare: "il mistero della morte di Morris K. Jessup è
uno dei più strani ed inquietanti dell’intera vicenda ufologica.
La sua morte, ufficialmente definita ‘suicidio’, è stata dibattuta
e lo è tutt’ora a lungo da tutti i ricercatori come lui dediti all’occulto
che lo conoscevano personalmente...
E’,
infatti, molto diffuso il sospetto... che anche Jessup abbia ricevuto
le intimidazioni dei M.I.B., quei misteriosi uomini in nero che,
sin dai primordi dell’ufologia, inducono al silenzio i protagonisti
della ricerca... Jessup era, dunque, venuto a risoluzione di misteri
più grandi di lui e a cui non era lecito accedere?"1. Ma chi sono
questi "Uomini in Nero"? Lissoni, nel suo citato lavoro, racconta:
"Secondo l'editore e contattista Alfred Bender uomini rigorosamente
vestiti di nero da capo a piedi, con giacca, cravatta e cappello
e dalle sembianze orientali, si divertirebbero a girare il mondo
intimidendo gli UFOtestimoni. Bender… genero' due scuole di pensiero:
la piu' tradizionale era convinta che i "men in black", gli uomini
in nero, fossero alieni minacciosi che non volevano che si sapesse
della propria esistenza segreta (stereotipo ricomparso nell'ufologia
folkloristica anni '90, sui "piccoli grigi" nascosti in basi segrete
sotterranee); la seconda scuola riteneva invece che i MIB fossero
in realta' agenti segreti che infastidivano i testimoni. Per anni
abbiamo pensato che la storia dei MIB fosse una semplice leggenda
ufologica ma, in quest'ultimo periodo, troppi dati sembrano confermare
l'esistenza di questo gruppo".
Alcuni
ricercatori sono infatti convinti che gli Uomini in Nero siano in
realtà extraterrestri. Interverrebbero per proibire la denuncia
di fatti terribili, perpetrati in combutta col Governo. Essi rapirebbero
individui per esperimenti sulla razza umana di inaudita ferocia.
Roberto Pinotti, sul n. 211 del "Giornale dei Misteri", riporta
la teoria di John Lear, che ha effettuato delle missioni per conto
della Cia e che, tra l’altro, è figlio di William P. Lear, ex candidato
al Senato per lo Stato del Nevada. Spiega Pinotti che, secondo la
teoria di John Lear, gli extraterrestri effettuerebbero, sui soggetti
rapiti, tutta una serie di esperimenti: "- Il controllo biologico
del soggetto rapito tramite l’inserimento di un dispositivo di tre
millimetri attaverso la cavità nasale nel cervello... - Imprimere
suggestioni post-ipnotiche per realizzare una specifica, forse anche
eccessiva attività, per un periodo di tempo che va dai 2 ai 15 anni
seguenti. Le migliori menti scientifiche non sono state in grado
di determinare la natura di tale attività. - Uccidere alcuni soggetti
per utilizzare i corpi come fonte di materiale biologico, specificatamente
cibo. - Uccidere alcuni individui che, per i Grigi (razza aliena
molto avanzata denominata EBE cioè Entità Biologiche Extraterrestri
e detti Grigi per il colore della loro pelle, nda) rappresentano
una minaccia al proseguimento della loro attività. - Effettuare
esperimenti di ingegneria genetica. - Fecondare femmine umane ed
abbreviarne la gravidanza per assicurarsi le creature nate dall’incrocio
delle due razze". Gli Uomini in Nero porterebbero avanti, secondo
questa teoria, un programma di disinformazione e di censura, per
coprire la loro infiltrazione in centri-chiave di potere politico
e per nascondere i loro mostruosi esperimenti con gli abitanti della
Terra.
A
tal proposito, Pinotti, in un interessante articolo dal titolo "L’uomo
che sapeva troppo", scrive: "I ‘Men in black’ erano... a detta di
Bender, esseri extraterrestri operanti sulla Terra. (...). Gli extraterrestri
di Bender non erano i ‘fratelli cosmici’ preoccupati per il futuro
e desiderosi di aiutarci e di salvarci dall’autodistruzione. Gli
esseri rivelatisi all’ufologo di Bridgeport nel settembre del 1953,
al contrario, gli si erano presentati come emissari di una vera
e propria struttura operativa aliena in mezzo a noi, avente finalità
non certo altruistiche. Anzi. (...). L’aspetto fisico di queste
creature era orribile per noi. Dopo averli visti come erano in realtà,
Bender li descrive abbastanza simili, al ‘naturale’, al cosiddetto
‘mostro di Flarwooods’, con tutta una serie di effetti secondari
non particolarmente gradevoli per noi (ad esempio l’acre odore solforoso
associato alle loro manifestazioni). Esseri non umani, estremamente
evoluti dal punto di vista tecnologico e mentale, e anatomicamente
del tutto diversi da noi" 2. Altri sostengono che i MIB sono, in
realtà, agenti governativi.
Pierluigi
Sandonnini scrive: "Negli USA, i testimoni più razionali presumono
che gli ‘uomini in nero’ che li hanno visitati facessero parte dello
staff dei servizi di sicurezza dell’Air Force. A dire la verità,
in circa metà dei casi, sia negli USA che nel Regno Unito, gli uomini
in nero avrebbero cercato di provare ai testimoni di avere una identità
istituzionale. Solo che nessuna organizzazione governativa ha mai
confermato che questi strani visitatori fossero propri agenti"3.
Ad onor del vero c’è ancora un’altra ipotesi su i M.I.B. Ecco quanto
racconta, al riguardo, Sandonnini: "Tra il 1965 e il 1967 ci fu
una nuova ondata di attività degli ‘uomini neri’ negli USA. John
Keel ne scrisse abbondantemente nei suoi libri Operazione Troian
Horse e The Mothman Prophecies. In molte città dell’Ohio e dell’ovest
Virginia furono viste strane luci e entità aliene in numero allarmante,
così come si verificarono visite da parte di ‘uomini in nero’. Keel
stesso confessa esperienze di incontri notturni con queste entità.
Egli sviluppò una propria visione, diciamo così ‘eretica’, secondo
la quale non sarebbero alieni su astronavi a far visita ai testimoni
bensì si tratterebbe di manifestazioni demoniache..."4.
John
Lear e Milton W. Cooper hanno denunciato fatti davvero sconvolgenti
e, cioè, che il nostro pianeta è sotto il potere di un misterioso
"Governo Ombra", che, in grande segretezza, controlla il narcotraffico,
propaga malattie come l’Aids a fini sperimentali e di controllo
e compie altre efferatezze. Nel New Mexico e nel Nevada esisterebbero
basi segretissime dove verrebbero stilati questi atroci programmi.
Chi è venuto in contatto con gli uomini in nero li ha sempre descritti
in questo modo: <>.
Dunque, sarebbero i misteriosi M.I.B. non solo a "suicidare" ma
anche, a scatenare improvvisa follia, infarti letali, malattie o
incidenti mortali agli studiosi di ufologia e anche a semplici testimoni
che, direttamente o indirettamente, avevano scoperto pericolosi
segreti sugli alieni? Ecco alcuni significativi esempi di queste
strane morti. Due ricercatori, uno ex componente della Commissione
governativa americana di indagini ufo, Edward J. Ruppelt e l’altro,
Waveney Girvan, direttore della rivista inglese Flying Saucer Review
furono stroncati da un improvviso attacco cardiaco, il primo nel
1961 e l’altro nel 1962. Anche le loro morti destarono non poche
perplessità negli ambienti ufologici.
Venne
ricordato che Ruppelt aveva promesso delle rivelazioni inquietanti,
ma, incredibilmente, al momento di rendere pubbliche le accuse,
cambiò addirittura rotta asserendo che l’ufologia era solo un’accozzaglia
di stupidaggini. A non pochi colleghi e amici sembrò che Ruppert
fosse stato spaventato mortalmente da qualcuno. Il maggiore Donald
E. Keyhoe tirò in ballo gli uomini in nero. Il mistero rimane insoluto.
Wilbert Smith, ingegnere responsabile del Project Magnet, un progetto
di ricerca ufologica canadese, morì improvvisamente nello stesso
anno. Cosa aveva scoperto l’ingegnere nel corso delle sue investigazioni?
Anche nel suo caso si parlò di troppi misteri connessi alla sua
improvvisa scomparsa. Il 1962 vide, anche, l’improvvisa morte di
Gloria Lee Byrd, famosa contattista statunitense, avvenuta in uno
stato di quasi follia. Ancora di suicidio si parlò per Douglas Hancock,
quando la polizia ne trovò il cadavere, nella propria casa, a Redland
(Sud Dakota). Inutile dire che anche per lo sfortunato Hancock si
disse che le indagini erano state troppo frettolose.
Molti
dubbi restarono su questo caso, oltre all’incredulità di chi conosceva
molto bene l’ufologo. Altra morte misteriosa fu quella dell’archeologo
spaziale e scrittore Georges Hunt Williamson, avvenuta nel 1965,
mentre lo studioso, nelle profonde caverne sudamericane, cercava
le prove di alcune sue terribili supposizioni. Cosa trovò in quei
luoghi Williamson che, tra l’altro, godeva dell’amicizia e della
stima di George Adamski? Raymond Bernard perì, pure, mentre era
alla ricerca di qualcosa di molto importante per lui, nella misteriosa
terra del Sud America. Ciò che trovò gli costò la vita? Non avremo
mai questa risposta. Nello stesso anno, in un manicomio, fu trovato
il corpo senza vita della ricercatrice ufologica Della Larson. Anche
in questo caso si parlò di suicidio, ma, come al solito, furono
mosse molte critiche all’operato degli inquirenti. Gli amici della
donna ricordarono che la studiosa, ricoverata per un esaurimento
nervoso, aveva perso la serenità quando aveva trovato le prove,
così affermava la signora, che crudeli esseri alieni erano scesi
sul nostro pianeta. Le sue sconvolgenti conferme, Della Larson,
se li portò nella tomba. Altro suicidio, con molti punti interrogativi,
fu quello del giornalista e ufologo Damon Runion jr., che fu trovato
cadavere il 14 aprile del 1969. Lo stesso anno suscitò vasta risonanza,
negli ambienti ufologici australiani, la misteriosa morte di Bernard
Cox. In questa lista mortuaria troviamo ancora H. T. Wilkins, Mark
Probert, R. Loftin, C. Maney; F. Halstead; R. Holland; C. Roberts;
W. Miller, ecc. ecc.
Troppe
morti per essere attribuite al caso e l’elenco è ancora molto lungo.
Franco Ossola, nel suo citato articolo, prosegue con una constatazione
molto interessante. Egli scrive: "alcuni personaggi che hanno fatto
la storia dell’ufologia sono deceduti il giorno 24 giugno - naturalmente
in anni diversi - data dell’anniversario dello storico avvistamento
di Kenneth Arnold (24 giugno 1947, nda), che diede il via all’indagine
ufologica ufficiale. Ricordiamo così alcuni nomi appartenenti a
questo elenco specialissimo. Frank Scully, giornalista e scrittore
americano, ...morto il 24 giugno del 1964. Frank Edwards...; i contattisti
inglesi Arthur Bryant... e Richard Church... il 24 giugno del 1967.
Due anni dopo fu la volta di Willy Ley... mentre il 24 giugno del
1978 è stato l’archeologo spaziale francese Robert Charroux..."5.
Tutti questi altri decessi sembrano essere collegati alla data di
nascita della ufologia moderna. Siamo dinanzi a sfortunate fatalità
oppure ci troviamo di fronte ad una spaventosa realtà? Ancora un’altra
inquietante domanda: Si può supporre un legame tra le morti di cui
si è detto e gli incredibili "suicidi" degli scienziati inglesi
che lavoravano in settori supersegreti? Si tratta di più di venti
morti sospette attorno al progetto di Guerre Stellari.
Alfredo
Lissoni spiega che "è una storia cominciata nel lontano 1982 e continuata
sino al 1990, e coinvolge gli scienziati della General Electric
Company di Londra, smistati in due grosse ditte britanniche, la
Plessey e la Marconi. Ben 25 di questi ricercatori sono morti in
circostanze misteriose, scomparsi o 'suicidatisi' con le tecniche
piu' strane e grottesche". L’unica cosa certa è che gli investigatori,
ancora una volta, chiusero troppo frettolosamente le indagini, archiviando
i casi come suicidi. Leggete di che strani "suicidi" si trattò:
Vidmal Dajibhai, da poco giunto dal Pakistan, svolgeva, a soli 24
anni, un lavoro estremamente delicato. All’improvviso, il 4 agosto
del 1986, percorre circa 200 chilometri con la sua macchina in direzione
di Bristol. Si ferma, esce dall’auto e, secondo gli investigatori,
si lancia dal ponte Clifton Bridge. Nell’auto vengono trovati due
bicchieri con del vino, eppure, lo scienziato era completamente
astemio.
In
una tasca della sua giacca vi era una tessera di appartenenza ad
una setta esoterica indiana denominata "Anu Pam Mission". Deve essere
un gruppo davvero molto segreto visto che neanche esiste. Ashard
Sharif, un altro dipendente della "Marconi Defence System", anche
lui impegnato in mansioni segretissime, il 28 ottobre, si recò da
Londra a Bristol, si fermò all’inizio di una stradicciola secondaria,
prese una robusta corda che si era portato appresso, un capo lo
legò al grosso ramo di un platano, l’altro se l’annodò al collo,
poi si sedette nella sua auto, accese il motore e partì a tutta
velocità, rimanendo orribilmente strangolato. Sulla macchina fu
trovata una audiocassetta, nella quale Sharif aveva registrato qualcosa.
La
polizia non ne svelò mai il contenuto. Il ventiseienne Avtar Singha-Gida
era impiegato in una azienda collegata alla Marconi, si è dissolto
nel nulla. Il verdetto degli inquirenti è: suicidio. Il corpo di
Singha-Gida non è stato mai trovato. Un altro scienziato, David
Sands, dipendente della Erasmus collegata alla Marconi, il 30 marzo
1987, inspiegabilmente schiaccia il piede sull’accelleratore della
sua veloce auto ed esplode contro una casa disabitata. L’automobile
era piena di taniche di benzina. Altro singolarissimo "suicidio"
è quello di Trevor Knight, che si rinchiude nel garage della propria
casa, posteggia perfettamente l’auto, sistema un tubo di gomma con
un lato nell’abitacolo della macchina e l’altro collegato al tubo
di scappamento. Si rimette comodo al posto di guida e aspetta la
morte. Poi è la volta dell’ex generale di brigata John Ferry, da
poco alle dipendenze della Marconi. In un pomeriggio afoso d’estate
ritorna precipitosamente a casa e si "suicida" con i fili della
corrente elettrica.
Andrew
Hall si lascerà morire nell’abitacolo della macchina, respirandone
i gas di scarico, chiuso nel suo garage, esattamente come aveva
fatto Trevor Knight. Altri incidenti misteriosi stroncarono, negli
anni ’80, le vite di Jack Wolfenden, Ernest Brockway, Stephen Drinkwater,
Gerge Franks, Stephen Oke. Tutti lavoravano alla segretissima agenzia
britannica per le comunicazioni "GCHQ", che raccoglie ed elabora
i segnali radio. Ci fermiamo qui, anche se la lista dei "suicidi"
continua. Si intravede, dietro tutte queste tragedie, l’ombra dei
misteriosi MIB. Alfredo Lissoni, al riguardo, nel suo libro "Gli
UFO e la CIA", racconta: "Vari autori si chiesero se le strane morti,in
circostanze misteriose, di ufologi e ricercatori (McDonald, Frank
Edwards, Scully, Bryant, Church, Jessup, Wilbert Smith, Scott Rogo,Girvan,
Thirouin, Ailleret) in tutto il mondo non fossero opera di questi
fantomatici MIB. Che Gariazzo ha ribattezzato "silencers", coloro
che mettono a tacere. (…).
A
nostro modesto giudizio i MIB potrebbero essere i commandos del
Majestic 12, esponenti dell'area piu' intransigente, quella militare,
decisa a mantenere il riserbo ad ogni costo. Quella stessa area
che per anni ha cercato di far sparire le informazioni schedate
negli archivi CIA". Lissoni scrive ancora che "Nella libera America
esistono due governi, uno visibile e l'altro invisibile. Il primo
è conosciuto, ne parlano quotidianamente tutti i giornali e viene
preso a modello democratico nei libri di scuola. Il secondo, invece,
è più subdolo, è celato sotto la superficie del cosiddetto establishment.
É un meccanismo segreto strettamente intrecciato al primo…". L’esperto
in politica G.P.Snow, in Scienza e governo, ha rivelato: "Una delle
caratteristiche più singolari di ogni società industriale progredita
del nostro tempo è che le decisioni fondamentali sono prese da un
gruppo ristretto di persone, in segreto". Il mondo è, davvero, controllato
da un misterioso ed efferato "Governo Ombra"? Lissoni, a titolo
aneddotico, come curiosità, ci fa ancora sapere che "Il ricercatore
francese Jimmy Guieu, ha rintracciato, in un opuscolo intitolato
Ceux qui tirent les fichelles de l'economie et de la politique mondiales
(Quelli che tirano i fili dell'economia e della politica mondiale),
un riferimento al meeting di Parigi(Trialogo 41) dell' '89,al quale
partecipavano Hubert Curien (il ministro francese accusato di aver
boicottato la ricerca sugli UFO), Jacques Delors, Jacques Chirac
e Zbigniew Brzezinski.
Assieme
ad alcuni politici che si radunano all'Hotel Bildeberg di Maastricht
e che, secondo Guieu, William Cooper e lo scrittore Jan van Helsing
(nessuna parentela con Dracula), avrebbero ordito una sinarchia,
per governare segretamente TUTTO il mondo". Ritornando a tutti questi
strani decessi c’è ora da chiedersi: C’è un legame tra le strane
morti degli studiosi di ufologia e quelle degli scienziati impiegati
nei piani supersegreti di guerre stellari? E’ ormai risaputo che
il progetto "Guerre Stellari" aveva una più vasta rosa di interessi
di quelli esposti ufficialmente. I suoi obiettivi, si sussurra in
cerchie di competenti, si spingevano, tra l’altro, nelle profondità
siderali, là dove pulsano segnali intelligenti alieni.
Ancora
il mistero extraterrestre che tinge di un nero piceo, come l’effettivo
colore dello spazio interstellare, anche questi morti e sepolti.
C’è da sottolineare che, come per i casi degli studiosi del fenomeno
UFO, le "verità" sui decessi, fornite dalle autorità, non hanno
mai convinto i familiari delle vittime e, neppure, chi li conosceva
bene. Quali pericolosi segreti si portarono nella tomba? Tutte queste
storie di morti sono piene di circostanze che si sovrappongono,
si intrecciano, si incastrano al di là di ogni statistico o ragionevole
legame di caso o coincidenza. Il ricercatore, continuando a cercare
inquietanti verità in queste zone d’ombra, troverà solo altri fatti
terribili e, forse, metterà a rischio la sua stessa vita. Qual è,
dunque, il vero volto del nostro mondo e quali sconvolgenti segreti
sono così sinistramente custoditi?
Giuseppe
Cosco
5
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